Il successo della comunicazione televisiva

5 Dicembre 2012 0 Di admin2

C’è qualcuno di noi che si convince di essere compreso solo per il fatto di essere ascoltato?
Immaginiamo un padre, un dirigente di azienda o un pubblicitario totalmente disinteressati al fatto che il messaggio che sta a cuore a ciascuno arrivi forte e chiaro, ma solo appagati di un orecchio in ascolto, non importa se distratto o in disaccordo. Allora perché misurare il successo di una trasmissione in termini di puro ascolto? Non è un paradosso comunicativo?
Perché cancellare o conservare in palinsesto un programma in base ad un dato che non misura assolutamente il successo comunicativo?
Perché nessuno si chiede, ad esempio, se i programmi del servizio pubblico siano realmente informativi? Per mettere a punto un primo esperimento “casalingo” proviamo a porre ad amici conoscenti le seguenti domande:
– cos’è l’accordo di integrazione?
– in una rotatoria europea chi ha la precedenza?
– esiste un’assicurazione obbligatoria per le casalinghe?
Quanti sapranno rispondere? Se non informa il servizio pubblico, chi altri deve informare?